Dipingere a Olio – Approfondimento sui colori, parte I

Un altro concetto fondamentale nella pittura è l’uso dei colori. In questo breve tutorial vorremmo quindi approfondirne un poco la teoria e dare qualche consiglio.

Ci teniamo a dirvi, come nostra consuetudine, che quanto leggerete qui di seguito non rappresenta una regola, bensì un’insieme di consigli che, crediamo, potreste trovare utili.

LA RUOTA DEI COLORI

Come molti di voi probabilmente già sapranno, i colori si dividono principalmente in primari e secondari. Escludendo il bianco e il nero esistono solo tre colori che non possono essere ottenuti miscelandone altri: il rosso, il giallo e il blu. Questi tre vengono detti colori primari. I colori secondari sono invece quei colori che vengono ottenuti mescolando due colori primari.

Facciamo un esempio: per ottenere il viola (secondario) bisognerà miscelare il blu e il rosso (primari).

Ogni colore primario, poi, ha un suo complementare.

Definizione: quel colore che si ottiene dalla mescolanza degli altri due primari.

Facciamo un altro esempio: per ottenere il complementare del rosso basterà mescolare il blu e il giallo, ottenendo un verde, che è per l’appunto il colore complementare del rosso. È molto semplice, anche se uno di noi ha difficoltà a ricordarlo…

Di conseguenza il complementare del blu sarà l’arancione (giallo + rosso), mentre quello del giallo sarà il viola (rosso + blu).

Esistono poi alcuni colori che sono detti terziari. Questi colori sono i marroni e i grigi, ottenuti senza il bianco e il nero; sono chiamati terziari semplicemente perché, in qualche modo e in qualche misura, contengono tutti e tre i colori primari. Ciò significa che possono essere ottenuti mescolando direttamente i primari oppure un secondario e un primario.

COPRENTE O NON COPRENTE?

Se avete già provato a cimentarvi in qualche dipinto, probabilmente avrete notato che alcuni colori lasciano intravedere quello sottostante, rivelandosi più trasparenti di altri. Per non incappare in brutte sorprese, utilizzando per sbaglio un colore trasparente anziché uno opaco, come a noi è capitato, si può semplicemente osservare il tubetto. Il grado di opacità di ogni colore, infatti, è segnato, e anche se a noi è servito parecchio tempo per rendercene conto, è molto semplice da trovare e interpretare.

Osservate i quadratini accanto ai numeri.

Come potete vedere su ogni tubetto è riportato un quadratino. Quando questo è completamente nero significa che il colore è totalmente coprente, quindi non avrete difficoltà a nascondere quello sottostante; quando è metà bianco e metà nero si dice semitrasparente, quindi una via di mezzo; quando invece il quadretto è tutto bianco avrete un colore trasparente, e ciò significa che lascerà visibili gli strati precedenti di colore.

Trasparenti, semitrasparenti, coprenti… sperimentando riuscirete a conoscere i vari gradi e vedrete che piano piano queste differenze vi torneranno utili. Mescolandoli tra loro, infatti, potrete ottenere vari gradi di opacità, ovviamente tenendo anche conto della quantità di olio utilizzata. Va detto, poi, che l’intensità di un colore non è legata all’opacità: un blu molto trasparente, ad esempio, può essere assai più vivace di uno coprente e viceversa.

IL BIANCO E IL NERO

Solitamente bianco e nero rappresentano due colori coprenti, essenziali a nostro parere su ogni tavolozza. Noi li usiamo infatti praticamente sempre: in ogni nostro dipinto c’è una componente di bianco e nero, benché alcuni sostengano che non si debbano mai usare questi due colori così come escono dal tubetto, e sia invece necessario miscelarli ad altri. Questo perché nell’arte ci sono diverse scuole di pensiero, ma noi siamo favorevoli alla via dei tentativi, a imparare lentamente, e pensiamo che l’importante sia giungere alla fine del proprio quadro e sentirsene orgogliosi. Se l’uso del bianco e del nero puri ci aiuta a raggiungere questa soddisfazione, non vi troviamo nulla di sbagliato.

Detto ciò, comunque, va aggiunto che ovviamente questi colori possano essere altrettanto utili se mescolati agli altri: il bianco, infatti, è ottimo per spegnere gli altri colori e darvi tonalità più fredde; il nero può essere utilizzato per rendere più scure le ombre, e in mille altri modi.

Un consiglio in più: Negli anni di scuola potrebbe esservi stato spiegato che per creare ogni colore immaginabile non sia necessario altro che un blu, un giallo e un rosso. I tre colori primari di inizio tutorial, appunto. Ma ogni professore ha i suoi metodi e la sua scuola di pensiero…

Questa affermazione è infatti vera solo a metà, dal momento che per ottenere TUTTI i colori dovreste avere nella vostra tavolozza TUTTE le tonalità di blu, di giallo e di rosso. E questo è poco pratico… Mescolando ad esempio il blu oltremare con il cremisi d’Alizarina (uno dei tanti rossi) otterrete un colore, che è ben diverso da quello che otterreste legando tra loro il blu ceruleo e il rosso cadmio chiaro. Non importa quanto tempo e quanto impegno mettiate nel mescolarli, il risultato delle due combinazioni non sarà mai uguale!

C’è un motivo se ci sono così tante tonalità di colori in tubetto.

La prima parte del nostro tutorial dedicato ad approfondire un poco la teoria dei colori a olio finisce qui, tuttavia siamo sempre al lavoro sui prossimi articoli, che cercheremo di aggiungere al più presto.

Il team DreamGallery.